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	<title>Paolo Minioni Fotografo</title>
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	<description>Fotografia &#38; altro</description>
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		<title>Exante Consulting</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 17:23:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[]]></description>
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<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=788' title='calendario_exante'><img width="212" height="300" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/calendario_exante-212x300.jpg" class="attachment-medium" alt="calendario_exante" title="calendario_exante" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=789' title='calendario_exante2'><img width="212" height="300" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/calendario_exante2-212x300.jpg" class="attachment-medium" alt="calendario_exante2" title="calendario_exante2" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=790' title='calendario_exante3'><img width="212" height="300" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/calendario_exante3-212x300.jpg" class="attachment-medium" alt="calendario_exante3" title="calendario_exante3" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=791' title='calendario_exante4'><img width="212" height="300" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/calendario_exante4-212x300.jpg" class="attachment-medium" alt="calendario_exante4" title="calendario_exante4" /></a>

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		<title>metafore</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 14:05:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160;  stampa fotografica Lambda da negativo Polaroid T55 75cm.x93 stampa fotografica a contatto da negativo Polaroid Type 55 13,5cm x17 Vaso di terracotta cm.15,5&#215;17]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="foto_vaso_metafore794" href="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/foto_vaso_metafore794.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-709" title="foto_vaso_metafore794" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/foto_vaso_metafore794.jpg" alt="" width="566" height="681" /></a> stampa fotografica Lambda da negativo Polaroid T55 75cm.x93</p>
<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="Contact_vaso6790" href="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/Contact_vaso6790.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-706" title="Contact_vaso6790" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/Contact_vaso6790-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a>stampa fotografica a contatto da negativo Polaroid Type 55 13,5cm x17</p>
<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="Vaso_metafore6792" href="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/Vaso_metafore6792.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-708" title="Vaso_metafore6792" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/Vaso_metafore6792-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" /></a>Vaso di terracotta cm.15,5&#215;17</p>
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		<title>Fermate Intermedie</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 18:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PM</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ LA MISSIONE: Questo progetto nasce come ricerca sulle linee ferroviarie locali del Piemonte. Il tema è trattato senza un vero filo conduttore, ma come un susseguirsi di “appunti” che vanno letti e considerati nella loro globalità. L’impostazione, quindi, non è quella di una meticolosa ricerca sul territorio e l’ambiente ferroviario, ma quella di una proposta &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong> LA MISSIONE:</strong></em></p>
<p>Questo progetto nasce come ricerca sulle linee ferroviarie locali del Piemonte. Il tema è trattato senza un vero filo conduttore, ma come un susseguirsi di “appunti” che vanno letti e considerati nella loro globalità. L’impostazione, quindi, non è quella di una meticolosa ricerca sul territorio e l’ambiente ferroviario, ma quella di una proposta costruita con frammenti di vicende umane e porzioni di paesaggio riprese sul treno, dal treno e lontano da esso. L’aver affidato la missione ad un fotografo spagnolo e ad uno piemontese ha voluto significare un preciso interesse nel voler cogliere le differenze interpretative tra un autore straniero e un residente.</p>
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<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=657' title='fermate_intermedie_croce'><img width="300" height="199" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/fermate_intermedie_croce-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="fermate_intermedie_croce" title="fermate_intermedie_croce" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=659' title='fermate_intermedie_rovi'><img width="300" height="199" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/fermate_intermedie_rovi-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="fermate_intermedie_rovi" title="fermate_intermedie_rovi" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=676' title='fermate_intermedie_albo'><img width="300" height="199" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/fermate_intermedie_albo1-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="fermate_intermedie_albo" title="fermate_intermedie_albo" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=677' title='fermate_intermedie_boca'><img width="300" height="199" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/fermate_intermedie_boca1-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="fermate_intermedie_boca" title="fermate_intermedie_boca" /></a>

<p>(..) Tutto ha origine da un libro. Carlo Cassola scrive Ferrovia locale preso si dispiega un progetto visionario: una missione fotografica riservata a due giovani autori che ripercorrono strade di profonda intimità , con l&#8217;intento di incontrare prima e narrare poi di città  e persone capaci di svelare un mondo intorno.  Pablo Balbotin lo ha fatto in bianco e nero, Paolo Minioni ha preferito il colore. Ognuno, comunque, con il proprio stile, ognuno con le proprie fermate intermedie nella testa, ognuno con il proprio percorso tracciato sulla carta.  Pablo si è concentrato sulla figura umana. Ha tagliato in due un affetto che arriva diritto alle cose. Poi si è ricomposto per proporre un reportage disincantato, fresco, a tratti addirittura ironico e sdrammatizzato. Comunque lucido, comunque svelato e sincero, senza compassione e senza pregiudizi. Paolo si è invece soffermato maggiormente sui toni descrittivi, forse usa il treppiede e si muove lento, assembla con vigore inquadrature e sequenze. Riflette, pone questioni legate alla rappresentazione, mette in gioco una commozione dello sguardo che non ha più a che fare con la memoria, ma con un presente tutto da immaginare. (..)  dal catalogo &#8220;Fermate Intermedie&#8221;</p>
<p>Fermate intermedie strade srotolate come tappeti di casa: accomodanti e accoglienti.Sopratutto prive di contraddizioni prospettiche. Poi, binari come sentieri ferrati,sempre seguiti con smodata nostalgia dall&#8217;icona della solitudine,dalla frenesia del viaggio,dalla smania della partenza e dal sospetto della fuga sommessa. Del ritorno nessuna traccia.Per quello c&#8217;è sempre bisogno di troppo pentimento,di Eppure i treni,come i Eppure i treni,come isentimenti,ritornano sempre uguali; carichi di fedeltà, maestri di di ripetizione,abissi di rumore,strumenti di velocità,macchine generose in grado di concedere angoli di neutralità.In coda, chilometri e chilometri di autocoscienza. Chi ha tratto questo immagini lo ha fatto con il cuore aperto. Si è concesso il lusso del tempo ed ha viaggiato sul serio.<br />
Ha usato gli occhi, le mani,le parole, la curiosità e la memoria. Tutto ha origine da un libro. Carlo Cassola scrive Ferrovia locale e presto si dispiega un progetto visionario: una missione fotografica riservata ai due giovani autori che ripercorrono strade di profondità intimità, con l&#8217;intento di incontrare prima e narrare poi di città e di persone capaci di svelare un mondo intorno. Pablo Balbontin lo ha fatto in bianco e nero, Paolo Minioni ha preferito il colore. Ognuno, comunque, con il proprio stile, ognuno con le proprie fermate intermedie nella testa, ognuno con il proprio tracciato sulla carta.Pablo si è concentrato sulla figura umana. Ha tagliato in due un effetto che arriva dritto alle cose.Poi si è ricomposto per proporre un reportage disincantato,fresco, a tratti addirittura ironico e sdrammatizzato.Comunque lucido, comunque svelto e sincero, senza compassione e senza pregiudizi.Paolo si è invece soffermato maggiormente sui toni descrittivi, forse usa il treppiede e si muove lento,assembla con rigore inquadrature e sequenze.Riflette,pone questioni legate alla rappresentazione, mette in gioco una commozione della sguardo che non ha più a che fare con la memoria, ma con un presente tutto da immaginare. E così nasce la gestualità visiva interiore di questa missione. Fotografare è diventato capire-Idee ed attimi, raccolti sulla pellicola, sono il frutto della fatica di occhi viaggianti che hanno guardato dai finestrini del treno in corsa,sono la totalità degli imbarazzi di altri sguardi muti che si sono soffermati sul paesaggio.Comunque tremori e poche certezze.Emozioni e stupore.E&#8217; solo così che può prendere corpo una visione che ha dovuto fare i conti con le singole e private aspettative, con le doppie sorprese e con le infinite cose ritrovate. Come dice Cesare Pavese, profondo conoscitore di questo luoghi fotografati, &#8220;&#8230;il giorno in cui ci si accorge che le conoscenze e gli incontri che facciamo nel libri, erano quelli della nostra prima età, si esce dall&#8217;adolescenza e si intravede se stessi.C&#8217;era in noi un tesoro che non sapevamo, un accumulo di lente abitudini cui d&#8217;improvviso scopriamo un viso nuovo&#8230;Un&#8217;epoca in cui le favole, le immagini, i giochi, ci furono i canti e le feste&#8230;&#8221; Come queste stazioni, uguali nel colore, antiquate nella grafiche, moderne nel distribuire informazioni, sgangherate nell&#8217;insieme,allegre nei giorni di festa, buie il primo giorno della settimana,aggreganti nella provincia e non luoghi nella metropoli.</p>
<p><strong><em>Denis Curti</em></strong></p>
<p><a class="lightbox" title="fondazione_italiana_fotografia_torino" href="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/fif_bia2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-388" title="fondazione_italiana_fotografia_torino" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/fif_bia2.jpg" alt="" width="98" height="100" /></a></p>
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<p><em><strong> Torino</strong></em> &#8211; <strong>Fermate Intermedie</strong> - <em><strong> Incontro con la Fotografia  ottobre 1998  a cura di Denis Curti  Fondazione Italiana per la Fotografia</strong></em></p>
<p><em>Con questa mostra abbiamo maturato l’idea di mostrare il Piemonte attraverso l’occhio di due giovani fotografi., Paolo Minioni e Pablo Balbotin, che percorrendo in treno il territorio regionale ci propongono uno spaccato inedito in quanto più intimamente connesso all’intorno delle stazioni ferroviarie, luoghi talvolta metafisici alquanto surreali, che per lo più sfuggono allo sguardo di coloro che normalmente fruiscono di questi spazi. Ci piaceva inoltre cogliere le sfumature che sarebbero intervenute anche grazie alla differente provenienza di due fotografi, l’uno piemontese e l’altro straniero, sivigliano e pertanto vergine rispetto l’esplorazione delle nostre terre. Il progetto, portato avanti con la preziosa collaborazione della Fondazione Italiana per la Fotografia, E’ approdato al suo compimento con l’esposizione delle immagini realizzate nel corso della missione affidata ai due giovani fotografi.</em></p>
<p><strong>Giampiero Leo</strong></p>
<p><em>Assessore alla Cultura della Regione Piemonte</em></p>
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		<title>Still Life expo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 13:38:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;   Spazio espositivo  Il Brunitoio   Still life 2007 &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="locandina_still_life" href="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/locandina_still_life.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-604" title="locandina_still_life" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/locandina_still_life-838x1024.jpg" alt="" width="700" height="855" /></a></p>
<p><a class="lightbox" title="untitled" href="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/still_life_Brissago_2006.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-617" title="untitled" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/still_life_Brissago_2006-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a></p>
<p><a class="lightbox" title="still_life2_2007" href="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/still_life2_2007.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-610" title="still_life2_2007" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/still_life2_2007-1024x707.jpg" alt="" width="700" height="483" /></a></p>
<p><a class="lightbox" title="still _life _2007" href="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/still-_life-_2007.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-609" title="still _life _2007" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/still-_life-_2007-1024x624.jpg" alt="" width="700" height="426" /></a></p>
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<p style="text-align: center;">  Spazio espositivo  <a title="Il Brunitoio" href="http://ilbrunitoio.it">Il Brunitoio   </a>Still life 2007</p>
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		<title>&#8220;Vasi&#8221; &#8211; foro stenopeico</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 14:48:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Pinhole camera handmade epr64 Kodak  cm. 6&#215;7  © Copyright Paolo Minioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=459' title='Vaso Pinhole camera '><img width="300" height="246" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Untitled-1-300x246.jpg" class="attachment-medium" alt="Vaso Pinhole camera" title="Vaso Pinhole camera" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=460' title='Vaso Pinhole camera '><img width="300" height="246" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Untitled-2-300x246.jpg" class="attachment-medium" alt="Vaso Pinhole camera" title="Vaso Pinhole camera" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=461' title='Vaso Pinhole camera '><img width="300" height="246" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Untitled-3-300x246.jpg" class="attachment-medium" alt="Vaso Pinhole camera" title="Vaso Pinhole camera" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=462' title='Vaso Pinhole camera '><img width="300" height="246" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Untitled-4-300x246.jpg" class="attachment-medium" alt="Vaso Pinhole camera" title="Vaso Pinhole camera" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em>Pinhole camera handmade epr64 Kodak  cm. 6&#215;7</em>  © Copyright Paolo Minioni</p>
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		<title>Vasi</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 06:31:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[2004  Polaroid Type 55 Bw &#8211; 4&#8243;x5&#8243;  © Copyright 2011 &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=441' title='Vasi_Banca_Stato_Polaroid_1'><img width="240" height="300" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/1-240x300.jpg" class="attachment-medium" alt="Vasi_Banca_Stato_Polaroid_1" title="Vasi_Banca_Stato_Polaroid_1" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=442' title='Vasi_Banca_Stato_Polaroid_2'><img width="240" height="300" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/2-240x300.jpg" class="attachment-medium" alt="Vasi_Banca_Stato_Polaroid_2" title="Vasi_Banca_Stato_Polaroid_2" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=443' title='Vasi_Banca_Stato_Polaroid_3'><img width="240" height="300" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/3-240x300.jpg" class="attachment-medium" alt="Vasi_Banca_Stato_Polaroid_3" title="Vasi_Banca_Stato_Polaroid_3" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=444' title='Vasi_Banca_Stato_Polaroid_4'><img width="240" height="300" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/4-240x300.jpg" class="attachment-medium" alt="Vasi_Banca_Stato_Polaroid_4" title="Vasi_Banca_Stato_Polaroid_4" /></a>

<p style="text-align: center;"><em>2004</em>  Polaroid Type 55 Bw &#8211; 4&#8243;x5&#8243;  © Copyright 2011</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vendemmia  2005  La court &#8211; Michele Chiarlo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 15:41:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; © Copyright 2011]]></description>
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<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=417' title='Vendemmia_chiarlo_1'><img width="300" height="224" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/DIA_1-300x224.jpg" class="attachment-medium" alt="Vendemmia_chiarlo_1" title="Vendemmia_chiarlo_1" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=418' title='Vendemmia_chiarlo_2'><img width="300" height="224" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/DIA_2-300x224.jpg" class="attachment-medium" alt="Vendemmia_chiarlo_2" title="Vendemmia_chiarlo_2" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=419' title='Vendemmia_chiarlo_3'><img width="300" height="224" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/DIA_3-300x224.jpg" class="attachment-medium" alt="Vendemmia_chiarlo_3" title="Vendemmia_chiarlo_3" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=420' title='Vendemmia_chiarlo_4'><img width="300" height="224" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/DIA_4-300x224.jpg" class="attachment-medium" alt="Vendemmia_chiarlo_4" title="Vendemmia_chiarlo_4" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p style="text-align: center;">© Copyright 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gleis 17 Torino gennaio 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 20:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esposizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Gleis17  Berlin Grunewald dal 27 gennaio al 26 febbraio 2011. ABF &#124; Scatola Chiara. Piccola Galleria per la Fotografia Storica e Contemporanea &#8211; Torino Inaugura mercoledì 26 gennaio, presso ABF &#124; Scatola Chiara • Piccola Galleria per la Fotografia Storica e Contemporanea, la mostra &#8220;Gleis 17 &#8211; Berlin Grunewald&#8220;. Gleis 17 è un binario, parte della &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><strong>Gleis17  Berlin Grunewald</strong></span><br />
dal 27 gennaio al 26 febbraio 2011.<br />
<em><strong> </strong></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>ABF | Scatola Chiara. Piccola Galleria</strong></em><br />
<em><strong> per la Fotografia Storica e Contemporanea &#8211; Torino<br />
</strong></em></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
</strong></p>
<p>Inaugura mercoledì 26 gennaio, presso ABF | Scatola Chiara • Piccola Galleria per la Fotografia Storica e Contemporanea, la mostra &#8220;<em><strong>Gleis 17</strong></em> &#8211; <em><strong>Berlin Grunewald</strong></em>&#8220;. Gleis 17 è un binario, parte della stazione di Grunewald, la linea ferroviaria S7 che collega il centro di Berlino con la località di Postdam ad ovest della città. L&#8217;ottobre 1941 segnò l&#8217;inizio della deportazione degli ebrei berlinesi verso i campi di sterminio nazisti. Dall&#8217;ottobre 1941 dal Gleis 17 partirono per i campi di sterminio nazisti oltre 50.000 ebrei. L&#8217;ultimo treno di deportati lasciò la stazione di Grunewald il 27 marzo del 1945. Oggi 183 piastre in ferro ne ricoprono la banchina, queste piastre sono poste a memoria del numero di convogli, delle persone e delle loro destinazioni: Lodz, Minsk, Kowno, Distrikt Lublin, Warschau,Theresiendstadt, Unbekannt, Auschwitz, Ravensbruk, &#8230; Gleis 17 è un simbolo, l&#8217;omaggio va a quanti vennero condotti in deportazione nei lager anche per motivi politici, religiosi e non ultimo per le proprie inclinazioni sessuali.   Anteprima il 26 gennaio dalle 18,00 alle 21,00 &#8211; apertura il 27 gennaio Giorno della Memoria, sino al 26 febbraio 2010. L&#8217;allestimento è composto da 21 stampe fotografiche e da un opera audiovisiva, realizzata attraverso il montaggio delle riprese fotografiche eseguite a Berlino da Paolo Minioni nell&#8217;agosto 2010, con la regia di Natale Zoppis e con la colonna sonora di <a href="http://www.pietrobonanno.it/" target="_blank">Pietro Bonanno</a> dal titolo &#8220;Bethsaid&#8221; Indagine sulla rarefazione (2005). Durante l&#8217;esposizione &#8220;Gleis 17 &#8211; Berlin Grunewald&#8221;, come d&#8217;abitudine, ai visitatori verrà dato in omaggio il &#8220;Quaderno&#8221; che accompagna l&#8217;evento, con i testi introduttivi a cura di  Sarah Kaminski.</p>
<p style="text-align: center;">ABF- Atelier per i Beni Fotografici Restauro, Conservazione e Digitalizzazione della  Fotografia Storica e Contemporanea  Via Amedeo Peyron, 18   &#8211; 10143 &#8211; Torino</p>
<p style="text-align: center;">Tel. 011 &#8211; 195 07 558</p>
<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="INVITO singolo 06.indd" href="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/INVITO_Jpg-ABF-06-1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-591" title="INVITO singolo 06.indd" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/INVITO_Jpg-ABF-06-1-1024x484.jpg" alt="" width="700" height="330" /></a>Catalogo edito da ABF Camera chiara 20011 : <a title="Quaderno ABF " href="http://issuu.com/paolo.minioni/docs/quaderno_06" target="_blank">http://issuu.com/paolo.minioni/docs/quaderno_06</a></p>
<p style="text-align: center;">© Copyright 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ex situ</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 17:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavori]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#8220;..Il più recente capitolo nella vicenda artistica di Paolo si schiude, assieme ai nuovi germogli della primavera, nella raccolta Ex situ (2006), che si pone quale tentativo di trasferire e preservare frammenti di natura in luoghi protetti: qui la sua poetica trova linfa nuova nelle inedite tinte ed un interesse verso la vita &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<p>&#8220;..Il più recente capitolo nella vicenda artistica di Paolo si schiude, assieme ai nuovi germogli della primavera, nella raccolta <strong>Ex situ</strong> (2006), che si pone quale tentativo di trasferire e preservare frammenti di natura in luoghi protetti: qui la sua poetica trova linfa nuova nelle inedite tinte ed un interesse verso la vita che si affaccia. Ancora una volta, la narrazione si avvale di toni sommessi che paiono una caratteristica della sua opera, tesa, più che ad una descrizione tout-court, ad una suggestione evocativa che, pur avvalendosi dei più tradizionali mezzi fotografi ci, denota una grande maestria pittorica&#8230;&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Elena Micheletti da: Still life</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><br />
</em></p>
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<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=360' title='ex_situ_2'><img width="300" height="199" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/ex_situ2-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="ex_situ_2" title="ex_situ_2" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=361' title='ex_situ_3'><img width="300" height="199" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/ex_situ3-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="ex_situ_3" title="ex_situ_3" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=362' title='ex_situ_4'><img width="300" height="199" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/ex_situ4-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="ex_situ_4" title="ex_situ_4" /></a>
<a href='http://www.paolominioni.it/?attachment_id=363' title='ex_situ_5'><img width="300" height="199" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/ex_situ5-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="ex_situ_5" title="ex_situ_5" /></a>

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<p style="text-align: center;">© Copyright 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Un&#8217;altra storia&#8221; Arte Italiana dagli anni 80 agli anni zero</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 14:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PM</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esposizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[CHIESA DI SAN CARPOFORO, MILANO “Un’Altra Storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero” CRAB Centro Ricerca Accademia di Brera Dipartimento Arti Visive Ex Chiesa di San Carporforo Via Formentini 10 Milano Orari: tutti i giorni escluso i festivi 15-19 Inaugurazione 16 settembre ore 18 Ingresso libero Artisti : Walter Bortolossi, Paolo Brenzini, Daniele &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>CHIESA DI SAN CARPOFORO, MILANO</strong><br />
<strong>“Un’Altra Storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero”</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>CRAB Centro Ricerca Accademia di Brera Dipartimento Arti Visive </strong></em><br />
<em><strong>Ex Chiesa di San Carporforo</strong> </em></p>
<p>Via Formentini 10 Milano<br />
Orari: tutti i giorni escluso i festivi 15-19</p>
<p><em><strong>Inaugurazione 16 settembre ore 18</strong></em></p>
<p>Ingresso libero</p>
<p>Artisti : Walter Bortolossi, Paolo Brenzini, Daniele Contavalli, Giorgio Cutini, Raffaello Ferrazzi, Silvia Fubini, Enzo Gagliardino, Luciano Gaglio, Michelangelo Galliani, Theo Gallino, Tea Giobbio, Gaetano Grillo, Gabriele Lamberti, Marco Lavagetto, Paolo Leonardo, Paolo Maggi, Bruno Mangiaterra, Francesca Maranetto Gay, Jill Mathis, Antonella Mazzoni, Mercurio, <strong>Paolo Minioni</strong>, Vinicio Momoli, Sandra Moss, Barbara Nahmad, Gianluca Nibbi, Pierluigi Pusole, Paola Risoli, Gianluca Rosso, Alessandro Russo, Bruno Sacchetto, Francesco Sena, Gianfranco Sergio, Vania Elettra Tam, Nello Teodori, Vittorio Valente, Walter Vallini, Federico Vescovo, Mario Vespasiani, Bruno Zanichelli, Roberto Zizzo</p>
<p>Sezione Video : Francesca Ferreri, Francesca Maranetto Gay, Ernesto Jannini, Gianluca Rosso</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dibattito</strong> : <em><strong>mercoledì 21 settembre 2011 ore 18.00 sul tema : &#8220;E&#8217; ancora possibile una dimensione etica nell&#8217;arte?&#8221;</strong></em></p>
<p>Relatori : Renato Barilli- Docente Università di Bologna ; Antonio Battaglia-Gallerista ; Alessandro Carrer- Curatore; Francesco Correggia-Responsabile CRAB Accademia di Brera ; Edoardo Di Mauro ; Docente Accademia Albertina ; Sergio Gaddi- Assessore alla Cultura Comune di Como ; Marco Enrico Giacomelli- Caporedattore Artribune ; Massimo Kaufmann-Artista</p>
<p><em><strong>“Un’Altra Storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero”</strong></em> è una rassegna che si pone l’obiettivo di proporre una visione diversa dell’arte italiana dell’ultimo quarto di secolo rispetto a quella che ci è stata imposta da un sistema ed una informazione artistica i cui limiti sono evidenziabili dal ruolo subalterno della nostra scena recente nel panorama internazionale. Prossimo obiettivo del curatore Edoardo Di Mauro concentrare la sua attenzione sul panorama del post concettuale in Italia, tra il 1975 ed il 1985, mentre questa manifestazione centra la sua visione su quanto è avvenuto da quella data fino ai giorni nostri. Gli 84 artisti selezionati saranno dislocati nelle tre sedi secondo un criterio legato prioritariamente alla compatibilità delle opere con l’architettura dei luoghi.</p>
<p>“Un’Altra Storia” viene prodotta quasi a costo zero. La sua realizzazione è stata possibile grazie alla concessione di importanti sedi pubbliche come l’Ex Chiesa di San Francesco a Como e San Carporforo a Milano, alla disponibilità del collezionista torinese Anselmo Basso a stampare un importante catalogo, alla collaborazione di gallerie come quella milanese di Antonio Battaglia ed il neonato Spazio Sansovino Arte Contemporanea a Torino, dove verrà allestita la terza parte della rassegna, ed al lavoro volontario degli artisti, del curatore e di vari altri operatori ed amici.</p>
<p>Nel mese di dicembre 2008 ho allestito presso l’ampio ed affascinante spazio dell’Officina delle Arti di Reggio Emilia una mostra dal titolo “Tra un secolo e l’altro : artisti italiani tra continuità e differenza”. Si è trattato di un’ appuntamento che, oltre all’interesse che ha suscitato la visione dell’allestimento, documentato con la produzione di un dvd, ed il livello artistico degli invitati, ha costituito per il sottoscritto un’occasione per anticipare i contenuti di un progetto di ampie dimensioni che finalmente realizzo con il titolo di “Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero” . L’obiettivo è una rilettura, fuori dagli schemi e dalle convenzioni tipiche degli ultimi anni, del panorama dell’arte italiana contemporanea, dalla seconda metà degli anni ’70 ai giorni nostri, dalla post modernità all’ingresso nel nuovo millennio. Questa rassegna, ed in buona parte “Tra un secolo e l’altro” che, come detto, ne è stato il naturale preludio, si pone sulla scia di una serie di operazioni capillari di lettura critica dell’arte italiana delle ultime generazioni che vado proponendo da ormai un quarto di secolo in spazi pubblici italiani e talvolta stranieri come, negli anni ’80, “Nuove tendenze in Italia” e “Ge Mi To : l’ultima generazione artistica del triangolo industriale”, negli anni ’90 “Sotto osservazione : arte e poesia di fine secolo”, “Eclettismo”, “Carpe diem … una generazione italiana”, “Va’pensiero. Arte Italiana 1984/1996” , “Art Fiction” e, in questo decennio, “Una Babele postmoderna : realtà ed allegoria nell’arte italiana degli anni ‘90”, “Punto e a capo : nuova contemporaneità italiana” “Interni Italiani”, “Anni Zero. Arte Italiana del nuovo decennio”, per citare quelle di più ampio respiro e tralasciando le molte dedicate a specifici ambiti stilistici o delimitati settori generazionali o regionali. L’arte italiana all’estero è generalmente rappresentata da singole individualità spesso avulse dal contesto globale di un territorio estremamente variegato, quindi è importante lavorare per diffondere aspetti poco approfonditi della nostra scena nazionale, considerato anche che la percezione dell’arte italiana dell’ultimo trentennio al di fuori dei nostri confini è talvolta assai diversa da quella che viene divulgata da ambiti comunicativi e di sistema predominanti. Per parlare degli ultimi trent’anni circa di arte italiana non si può non partire da un inequivocabile, quasi scontato, dato di fatto, cioè che gli ultimi due movimenti innalzatisi ad un riconoscimento internazionale, sono stati l’Arte Povera e la Transavanguardia, con percorsi diversi che di recente si sono intrecciati in una sorta di reciproco riconoscimento, da cui non era difficile prevedere l’ attuazione di una sottile logica di esclusione di quanto sta al di fuori di quel recinto.</p>
<p>La fascia generazionale maggiormente penalizzata da questo stato di cose, che trova solo parziale motivazione nell’indubbia forza espressiva dei movimenti prima citati, è stata quella, di non indifferente qualità, emersa subito dopo la Transavanguardia, tra la metà degli anni ’80 ed i primi anni ’90, periodo nel quale è, tra l’altro, avvenuta la mia formazione critica e da me ben conosciuto, che ho dettagliatamente analizzato nella primavera 1997 con la mostra ed il libro intitolati “Va’pensiero. Arte Italiana 1984/1996”. Il fatto di avere sostanzialmente “saltato” una generazione sta all’origine, a mio modo di vedere, della sostanziale irrisolutezza dell’arte italiana lungo tutto il corso degli anni ’90. Gli autori del decennio precedente si sono giocoforza “riciclati” in quello successivo, facendo saltare qualsiasi paletto divisorio in merito ad un plausibile concetto di “giovane artista”, per di più all’interno di una scena sempre più affollata e confusa, in parte per una occulta volontà ma anche per motivazioni pertinenti l’evoluzione della società post industriale nel suo complesso. Come è noto, dopo il 1975 la situazione muta radicalmente di segno. A seguito soprattutto del rigido rigore del concettuale di matrice analitica e tautologica, dove si manifestava una evidente prevalenza dei significanti sui significati e l’assenza di una dialettica con l’esterno, con l’opera proposta al grado zero, nella sua nudità formale e compositiva, e l’assoluto divieto, sancito dai severi sacerdoti del dogma, dell’introduzione di sia pur minime componenti manuali e decorative, si verificò un’implosione di quello stile, e la lenta ed inesorabile deriva verso altri territori, in sintonia con la costante ciclicità degli eventi artistici. Tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80 prende corpo ed evidenza la svolta post concettuale dell’arte, con l’esplodere di movimenti radunati attorno alle parole d’ordine del ritorno alla pittura, di matrice visceralmente neoespressionista od infarcita di valori simbolici e decorativi e, in generale, del ripristino di una manualità dal sapore antico, nell’accezione etimologica originaria della “teknè”. Il moto spiraliforme dell’arte inverte la sua traiettoria e intraprende un cammino a ritroso nel tempo, nel territorio densamente popolato della memoria, cimentandosi in un’operazione di citazione dei modi e delle maniere del passato, recente e talvolta remoto, per poi riproporsi al presente ricontestualizzato all’interno delle inquietudini della contemporaneità. Tra la metà degli anni ’80 ed i primi anni ’90 viene alla luce una generazione artistica di grande interesse impegnata in una ridefinizione dei generi e degli stili e in un rapporto di confronto serrato con la nuova società post moderna della tecnologia e dello spettacolo. Queste caratteristiche sfociano nel decennio successivo in un clima di generalizzato eclettismo stilistico, con punte di attenzione verso la rivisitazione dei linguaggi concettuali e pop ed un’apertura significativa nei confronti dell’uso della fotografia e delle tecnologie video e digitali.</p>
<p>Gli anni ’90, come già citato prima, segnano l’ingresso del sistema artistico italiano in una fase di crisi e di de-valorizzazione nei confronti dello scenario internazionale, all’interno del quale iniziano a fare capolino i paesi emergenti del continente asiatico. Vengono privilegiati, da parte dei più forti soggetti della scena dal punto di vista critico, economico, istituzionale ed editoriale, artisti che si conformano ai canoni di un neo concettuale epigono ed irrilevante dal punto di vista linguistico o, all’opposto, pittori poco originali che si limitano a rimasticare gli stereotipi degli anni ’80. Per gli altri artisti, critici e gallerie che non si omologano a queste imposizioni scatta un fitto muro di silenzio ed un sottile boicottaggio. Nel decennio successivo e tuttora in corso mutano alcuni dati. Dopo l’11 settembre, evento che ha squarciato il velo tra reale e virtuale, il termine post moderno perde in parte d’attualità e si inizia a parlare di neo contemporaneità; della necessità, ad oggi non concretizzata, di passare dalla condizione liquida dell’eterno presente ad una dimensione di progettualità futura e ad una riscoperta dell’etica, esigenze che l’attuale crollo del mercato basato sulla finanza speculativa potrebbe accelerare. Lo scenario si manifesta come ormai del tutto globalizzato; si moltiplicano eventi, fiere e biennali, Cina ed India entrano in forze nel sistema, la bolla speculativa ed il denaro facile in possesso degli oligarchi internazionali conducono a valutazioni assolutamente impensabili anche solo dieci anni fa. Tuttavia il moltiplicarsi delle possibilità e l’invasività della comunicazione tramite internet conducono anche ad effetti positivi. Non è più praticabile alcuna censura ed aumenta la frequenza espositiva delle opere, quindi si manifesta una condizione maggiormente pluralista. Questo anche se i vari microsistemi di cui è composto il panorama italiano continuano a guardarsi con diffidenza non trovando il coraggio di interagire.</p>
<p>In Italia negli ultimi anni è mancato il coraggio di proporre una rassegna organica che davvero rileggesse l’ultimo quarto di secolo della nostra arte in maniera totalmente diversa dagli schemi consueti ma, al tempo stesso, assolutamente priva di velleitarismi così come di attaccamento a valori e schemi di interpretazione estetica ormai passati ed inadeguati ad interpretare la complessità del presente. Il panorama degli artisti presentati non costituisce una selezione da “Salon des Refusès”, tutt’altro. In mostra vengono presentati artisti dal solido curriculum e dotati di una storia personale nota ed inattaccabile, spesso dotata di una appendice internazionale importante, coll’unico “torto” di essere stata trascurata dalle poco obiettive gazzette artistiche italiane, e dai cantori di un sistema irrimediabilmente malato di conformismo ed esterofilia e, proprio in virtù di questo, estremamente debole nello scenario internazionale.</p>
<p><strong>Edoardo Di Mauro</strong></p>
<p><a class="lightbox" title="catalogo_un_altra_storia_milano" href="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/catalogo_un_altra_storia_milano1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-700" title="catalogo_un_altra_storia_milano" src="http://www.paolominioni.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/catalogo_un_altra_storia_milano1-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=via+formentini+10+milano&amp;aq=&amp;sll=43.771094,1.494141&amp;sspn=9.043193,31.552734&amp;vpsrc=0&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Via+Marco+Formentini,+10,+20121+Milano,+Lombardia&amp;ll=45.471804,9.186268&amp;spn=0.008577,0.022638&amp;z=14&amp;output=embed" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="350"></iframe><br />
<small><a style="color: #0000ff; text-align: left;" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=via+formentini+10+milano&amp;aq=&amp;sll=43.771094,1.494141&amp;sspn=9.043193,31.552734&amp;vpsrc=0&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Via+Marco+Formentini,+10,+20121+Milano,+Lombardia&amp;ll=45.471804,9.186268&amp;spn=0.008577,0.022638&amp;z=14">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
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